Le location de “Il richiamo del sangue”: Arad

Dopo Amsterdam proseguiamo a farci raccontare dall’autore dei “luoghi” che caratterizzano il suo romanzo. Stavolta Gianmario Mattei ci descrive la misteriosa Arad.

Come una ninfa che abbraccia il suo amato, così Arad si mostra stringendosi al limpido fiume Mures. E ha potere Arad, come città di confine che regna sulla vasta regione della Crisana, ergendosi a protettrice del suo popolo e di tutto ciò che di estraneo dimora le sue terre.
Leggende, secondo alcuni, verità concrete secondo altri. I regni vicini la chiamano la Soglia, perché credono che la città sia attraversata da un lembo sottile che divide il nostro mondo da quello dell’Oltre e che alle eclissi si spalanchi e metta in comunicazione i suoi abitanti.
In alcuni periodi dell’anno, nelle zone montuose, non è raro che spariscano in egual numero esemplari d’armenti, di cani e di uomini, ma chi siano i misteriosi predatori nessuno mai l’ha scoperto. Quel che è certo è che nelle notti senza luna e stelle, strane piccole luci, come fiammelle, aleggiano lungo le pareti di una stretta gola montana a nord della città. Ușoară sânge, luce di sangue, la chiamano e al suo apparire porte e finestre vengono sbarrate e protette con aglio, luparia e chicchi di grano. Agli strigoi nessuna di queste cose è di loro gradimento…

Le location de “Il richiamo del sangue”: Amsterdam

Inoltriamoci nel mondo della saga letteraria scritta da Gianmario Mattei e facciamoci accompagnare, da lui stesso, per le strade e i vicoli, assai pericolosi in verità, della Amsterdam al tempo di Boudjiewin Van Helsing.


Da quando Amsterdam mutò da semplice villaggio a città mercantile, tra le sue vie, alla luce del sole, si sono consumate vicende tanto umili del quotidiano quanto eventi drammatici, ilari, assurdi e tragici, che mai verranno dimenticati dalla sua gente. Ma le città come esse, che da sempre combattono con il mare, mostrano il meglio di sé dopo il tramonto, quando i loro porti diventano un gozzoviglio colorito, degno dei migliori e geniali guitti. E il porto di Amsterdam non è un semplice lembo di terra cullato dal mare e dai racconti fantasiosi dei marinai, esso è una soglia che si dischiude su di un mondo a sé stante in cui non esiste altra legge che quella dei furfanti, degli ingannatori e dei mercanti, degli uomini dalle mani sporche di sangue sparso per un giusto prezzo, di donne allegre che ammaliano e vendono la loro migliore mercanzia e di damigelle dai cuori infranti che vedono i loro amori allontanarsi dalla città, assecondando le correnti e i venti del mare.
Ma Amsterdam, come ogni altra città che sorge su questa terra, non è frequentata da soli uomini in carne ed ossa. Leggendarie creature dei mari del nord si muovono col favore della notte tra le acque del suo porto, mentre altre, spinte dalla fame, si spingono a nuotare addirittura tra canali alla ricerca di qualche carne prelibata e dolciastra come quella umana. Non è raro che qualche marinaio troppo ubriaco sparisca dai moli mentre tentava di liberare la sua vescica. Altre creature, ancor più pericolose e letali, si aggirano tra i vicoli della città al pari degli umani che imitano nei modi e nelle fattezze. Altre ancora, consce del loro potere, nemmeno tentano di nascondersi: attendono il momento opportuno per cacciare e saziare la loro sete di sangue.
Per questo le vecchie serrano i balconi e le porte e imbracciano i loro rosari come spade.
Per questo le madri e le mogli pregano la Vergine e i Santi al calar del sole, invocando la sua santa protezione sugli uomini delle loro famiglie che sbarcano in città di notte.
Loro sanno, hanno visto, hanno sentito. Tremano.
Le barriere che per millenni hanno contenuto nei loro limiti le realtà che compongono l’uno tangibile e vivibile sono andate in frantumi.
Ma Boudjiewin ignora tutto ciò, da troppo manca da casa. E non prega alcun dio, se non quello sorto nel suo tempo chiamato Scienza. Non sa che proprio al porto il destino gli mostrerà quel che diventerà la sua vita. Forse ingiusta, forse tragica, sanguinaria, solitaria. Una vita di quelle che gli antichi bardi solevano cantare in onore degli Eroi…

Il richiamo del sangue, personaggi e curiosità sul libro di Gianmario Mattei

Albero genealogico dei personaggi del primo libro e curiosità sul loro conto

In un suggestivo percorso nel primo libro della saga dedicata ai Van Helsing, l’autore ci presenta i protagonisti di questo volume introduttivo alla storia della più nota famiglia di ammazzavampiri.

L’albero genealogico

Boudjiewin Van Helsing è un ambizioso medico, affamato di qualsiasi tipo di sapere, amante dei viaggi, del vino e delle donne.
Nonostante sia di ampie vedute, le sue certezze vacillano quando scopre, per bocca del suo vecchio mentore di cui si fida ciecamente, che il mondo non è sempre spiegabile o comprensibile con qualche teoria e che al suo interno si muovono molte creature reali e mortali, da molti credute come appartenenti al mito.

Aspetto
Boudjiewin è molto alto per la media dell’epoca, ben tornito e di bell’aspetto. Ha capelli castani che tendono al biondo, occhi marroni e barba ben curata. Indossa abiti comodi ma di pregevole fattura.

Personalità
Boudjiewin è di rapido intelletto, allegro e facile all’ira. Crede che ogni cosa in natura possa essere studiata e compresa. La scienza è la sua religione, esattamente come il suo mentore, il Rabbino Shoen.
La conoscenza di diverse lingue, l’aver studiato in Italia e viaggiato a lungo, hanno reso la sua mentalità molto aperta e curiosa. Un pregio che l’ha spinto sempre oltre il consueto e cacciato spesso nei guai.
Ama il vino e spesso, soprattutto quando è nervoso, beve per spegnere il suo fuoco interiore.

Gabriel Van Helsing, fratello minore di Boudjiewin, ha fatto della Legge la sua professione, completando i suoi studi presso la prestigiosa università di Oxford. È una persona pratica, spavalda, sia nel pensiero che nei modi, attento in società e alla ricerca del prestigio.
Non vacilla nemmeno nei momenti più duri con cui dovranno confrontarsi durante il loro viaggio.
Gabriel è un vero e proprio gigante, forte, resistente e abilissimo nel maneggiare le armi. Alle donne preferisce il potere.
A differenza di Boudjiewin e di Sonja, Gabriel ha i capelli rossi come il loro padre, Artenius, e occhi verdi come sua madre.

Personalità
La praticità è il suo punto forte, ma non è esclusivamente dettata dall’istinto: la sua rapidità nel riconoscere le situazioni e trarne conclusioni, gli consente di bilanciare l’indole riflessiva di suo fratello e degli altri membri del gruppo.

Sonja Van Helsing, sorella minore di Boudjiewin e Gabriel. Eterea, leggera, silenziosa, aggraziata nei modi così come nei tratti fisici. I suoi lunghi capelli biondo cenere e gli occhi azzurri come il cielo, la rendono una delle giovani donne più ambite di Amsterdam. A tratti invisibile e remissiva nei confronti della forte personalità della madre, Sonja cela in realtà una grande forza d’animo e determinazione pari a quella di Gabriel.

Artenius Van Helsing, primo della famiglia ad utilizzare il cognome Van Helsing. Ama profondamente sua moglie, la principessa Agnecka Gorovina, incontrata durante il suo servizio al seguito delle truppe olandesi nell’esercito di Borgogna, impegnate contro i francesi nella guerra dei Cent’anni.
Proprio durante la guerra, Artenius fa la conoscenza di Salomon Arminus Shoen.
È molto legato a tutti i suoi figli, anche se la sua prediletta è l’ultimogenita, Sonja.
Abbastanza alto per l’epoca, tratto che ha trasmesso ai suoi figli, Artenius ha ancora qualche capello rosso che si distingue tra la massa grigia che gli ricopre il capo, e gli occhi azzurri come la sua figlia prediletta.
Molte delle sue ricchezze le deve al servizio dei Duca di Borgogna, ma le sue capacità da medico sono note a tutti i potenti olandesi e delle maggiori città dei paesi vicini.
È merito suo la costruzione della villa della famiglia Van Helsing, costruita sulla riva destra del vecchio canale della città, l’Oudezijds Voorburgwal, e del vasto giardino che si erge alle sue spalle fino all’altro canale centrale di Amsterdam, l Oudezijds Achterburgwal.

Agnecka Gorovina, ultima discendente della famiglia principesca dei Gorovic di Crișana. Ha un carattere forte, determinato e dominante su tutti i membri della famiglia. Anche se in apparenza è fredda e interessata solo ed esclusivamente a riappropriarsi delle proprietà che le sono state sottratte, Agnecka è molto legata al suo primogenito, Boudjiewin.
Le sue fattezze esili, minute, mal si rapportano con il suo temperamento e portamento degni di una regina.
Ogni suo passo e misurato, ogni sua parola posata con cura. Nessuno sa mai esattamente cosa sta architettando o mettendo in atto fino a quando non arriva al suo scopo.
Il passato trascorso a fuggire e a proteggersi l’hanno resa una donna ferrea e intransigente. Il suo unico desiderio è evitare che i suoi figli incorrano nel suo stesso destino.

I Tredici di Irene Visentin, primi indizi parossistici

Cover e sinossi svelate. Non vi resta che attendere qualche giorno. Intanto abbiamo qualcosina da raccontarvi.

C’erano una volta un gasteropode terrestre polmonato, un pirografo, una canzone, un abito di pizzo, il vento arancione e una scatola di cartoncino. Manca ancora qualcosa, ma sarà per la prossima… volta!

Cosa sono? Sei oggetti. Sì, in linea generale potremmo definirli così.
Nel nostro caso rappresentano sei indizi. Sei parole-chiave legate al prossimo romanzo in arrivo. Dell’autrice, una penna esordiente molto promettente e caustica, vi parleremo poi.

Immaginate […]

Una chiocciola che vi si agita dentro rovesciando fuori gli istinti sopiti e più estremi; un pirografo che scalfisce le vostre più profonde insicurezze trasformandole in splendidi ricami; una canzone che vi possiede e si espande al di là del vostro involucro di carne; un abito di pizzo che diviene armatura nella guerra spietata dell’amore; il vento di una tragica rinascita dal grigiore monotono; una scatola di cartoncino dove racchiudere una parte di voi stessi da donare all’amato.

Lo avete fatto? Bene. Di sicuro non immaginerete cosa ha invece creato per voi la nostra Irene. Un mondo di parossismo applicato a persone e cose. Soggetti e oggetti.
Pagine horror, racconti grotteschi.
Il prossimo romanzo è un quadro immenso diviso in tanti tasselli. Un affascinante puzzle disturbante. Fatto di splendidi eccessi.

Un’esperienza indimenticabile in luoghi di varia umanità.

E noi ve lo presenteremo così. Un pezzo alla volta. Oggi i primi sei. Tra qualche giorno i rimanenti.

Mrs Bigshop e la cura dell’anima

A noi piace il mistero. Questa è cosa risaputa. Chi ci segue e ci conosce lo sa bene. Ma amiamo anche la magia. E in particolar modo la magia di Mrs Bigshop.

Profumo di passato di Jane Rose Caruso è un racconto breve che numerosi tra voi avranno già letto. Chi non lo avesse fatto dovrà assolutamente recuperare.

Una storia diversa. Un mondo soffuso di bellezza e semplicità. E come una novella di Beatrix Potter, Jane Rose ci accompagna alla sua scoperta.

Molto prima di Miss Book. Quando tutto è cominciato. C’era Mrs Garnette Catharine Bigshop. Chi conosce e ha già letto Jane Rose Caruso sa bene di cosa parliamo.

Mrs Bigshop è la nonna di Miss Book, l’amatissimo personaggio protagonista di una prima serie di racconti. Una donna speciale, anche lei dotata della capacità di guarire l’anima, ma con la dolcezza di infusi e prelibati manicaretti.

Ma questa è un’altra storia. Appunto. Noi vi raccontiamo invece di Mrs Bigshop. Una giovane donna, bella e risoluta anch’ella, una erborista che cura i malanni dell’anima. Quando giunge a Beltory è sposa di Mr Stephen Scott Book.

<<…ogni maschio della famiglia Book sceglieva quasi sempre una donna della famiglia Bigshop. Erano entrambe vecchie dinastie, importanti e facoltose, anche se guidate da intenti diversi. I Book erano pragmatici e votati al lavoro, i Bigshop istintivi e dediti allo studio.>>

Beltory è un luogo senza tempo, incantato, tranquillo. E accoglie benevolmente la giovane coppia.

Garnette Catharine e Stephen sono profondamente innamorati l’una dell’altro. Poi una epidemia improvvisa costringe la giovane donna a una fuga frettolosa. Il marito la spinge a riparare presso la sua famiglia per salvarsi dalla furia degli abitanti della cittadina che la accusano della diffusione della terribile malattia che affligge la piccola comunità. Pregiudizi e diffidenza nei riguardi di una donna impegnata proprio a contrastare la diffusione del morbo.

Rifugiatevi nelle pagine di questa lettura.

Una storia d’altri tempi. Un tuffo nel passato il cui profumo reca con sé il fascino del mistero e della magia.

Intervista ad Andrea Biscaro, autore de La Foresteria delle tre sorelle

Cari lettori, ben ritrovati.

Oggi diamo il via a una serie di interviste dedicate ai nostri autori. Così, due chiacchiere per conoscerli meglio, per sbirciare un po’ nelle loro vite e incontrarli più da vicino attraverso le loro passioni e letture, esperienze e racconti.

Iniziamo con Andrea Biscaro, l’autore de La Foresteria delle tre sorelle.

Più che interviste, le nostre sono delle chiacchierate.

Cominciamo:

Andrea Biscaro, nato a Ferrara, vive da anni all’Isola del Giglio. Artista poliedrico, ha all’attivo molte pubblicazioni tra thriller, romanzi storici, gialli, libri per ragazzi.

Questo in estrema sintesi. Nella nostra apposita sezione dedicata agli autori troverete la sua biografia completa.

Per prima cosa gli abbiamo chiesto di parlarci delle sue letture preferite, quindi genere e autori. E, leggerete, ci ha dato anche alcuni consigli di lettura […]

<<Sono onnivoro. Leggo di tutto, purché si tratti di bei libri. Di grandi storie. Di scrittura vera.
Ho un amore particolare per Bret Easton Ellis (“American Psyco”, “Glamorama”, “Acqua dal sole”…): un genio, un innovatore, un dialoghista senza pari, un virtuoso dello stile.
Ho passato l’infanzia in compagnia di Edgar Allan Poe, Lovecraft, Stephen King, Clive Barker, Baudelaire, Rimbaud. Ma anche di Tiziano Sclavi, Dino Buzzati, Pier Paolo Pasolini.
Adoro la narrativa, ma anche la poesia, la fiaba, il fumetto, la musica. Alto e basso convivono da sempre in me. Colto e popolare. Radici profonde e cieli altissimi.
Tra gli autori italiani contemporanei: Simona Vinci, Isabella Santacroce, Francesca Mazzucato, Alda Teodorani, Eraldo Baldini.
Alcune mie letture di questi ultimi mesi (che consiglio caldamente): “La parete” di Marlen Haushofer, “King Kong Theory” di Virginie Despentes, “Momenti straordinari con applausi finti” di Gipi, “Walden” di Henry David Thoreau, “Maledetti toscani” di Curzio Malaparte.>>

La domanda successiva vien da sé. Come e quando è nata la passione per la scrittura?

<<Ho cominciato a scrivere da bambino, a sei sette anni. Una passione che andava di pari passo con le mie letture – voraci e proibite – e con la consapevolezza che avrei potuto costruire un mio personalissimo rifugio dalla realtà. Raccontare storie è sempre stato naturale. Come parlare. Come bere acqua da una sorgente. Come esplorare il buio. Come ascoltare le favole dal nonno.>>

Andrea Biscaro ha all’attivo numerose pubblicazioni, con noi è uscito da poco La Foresteria delle tre sorelle, un romanzo thriller/horror che voi lettori avete e state apprezzando molto, ne abbiamo quindi approfittato per chiedergli qualcosina sul personaggio di Antonio Brando, protagonista di questa avventura allucinante e delirante ambientata in Maremma.

E ci siamo fatti spiegare come e quando è nato Antonio Brando. Con tanto di spolier!!

<<Per caso, qualche anno fa, immaginando una sorta di alter-ego invecchiato, annoiato, bolso, famoso, ricco e appesantito. Un antieroe. Uno scrittore che non scrive più. Con una spalla importante, Valentina, sorta di voce ironica fuoricampo che accompagna sempre Antonio nelle sue avventure.
Esistono altre due storie con Brando protagonista. Una, uscita da poco con Eretica e ambientata all’Isola del Giglio, e “Dittico del sangue”. L’altra, forse, che pubblicherete voi…!>>

Restiamo su Antonio Brando. A questo punto ci soffermiamo sulle iniziali del nome del protagonista.

Sono riconducibili alle iniziali del tuo nome. È un caso o una scelta voluta?

<<Entrambe le cose. Un caso e una scelta voluta!>>

Raccontaci se e come è cambiato il tuo rapporto con la scrittura. Cosa significa scrivere oggi e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’hai perduto, e cosa hai guadagnato?

<<Non è cambiato quasi nulla, in realtà. L’approccio è sempre lo stesso. E medesima, la meraviglia. Scrivere è tornare bambini. È una macchina del tempo. È la possibilità di un nuovo alfabeto. È un parto imprevisto. Un esperanto incorrotto che vive di proprie incodificabili leggi e regole.
È più ciò che ho guadagnato, senza dubbio.
Ogni anno che passa, è un passo in avanti nel mistero della scrittura.
La cosa bella, però, è che – nonostante l’esperienza, la devozione e la dedizione – non vedrai mai veramente la luce. La scrittura è un “giallo” che non verrà mai svelato fino in fondo. Anche se ti sembra di possedere ogni mezzo, ogni chiave, ogni mazzo, lei è sempre oltre la soglia. Scrivere è questa continua rincorsa. È una ricerca senza fine. E senza bussola.>>

Accanto allo scrittore convive il ghostwriter.

<<Fare il ghostwriter è prestare la tua anima (non solo la tua penna) ad un’altra persona. È un gioco psicanalitico di transfer. Pericoloso, anche. Divertente, spesso. Per chi, come me, vive spiando le vite degli altri (ogni scrittore, in fondo, è una spia), fare il ghostwriter è una splendida opportunità. Sono entrato in decine di storie, in decine di corpi, in decine di vite. Ognuna di esse mi ha lasciato addosso un segno, una cicatrice. Ogni vita, anche la più lontana, anche la più strana, ha depositato in me un seme. Che andrà ad alimentare, inevitabilmente, le successive scritture.
Ho scritto decine di biografie, romanzi, manuali, sceneggiature, tesi, testi di canzoni. Io lascio una traccia di me in ogni libro che scrivo per altri. Una sorta di firma in filigrana.>>

Questo è tutto. Per ora. Ma torneremo ancora.

To be continued…

Benvenuti a Lotrib, la città protagonista del nostro prossimo romanzo

Immaginate una cittadina tranquilla. O quasi. Insomma una cittadina come tante. Con le sue bellezze e i suoi limiti sociali. Bene. Ora pensate che oltre agli esseri umani ci vivano orchi, nani e folletti. Una comunità multietnica, dove, per certi versi, l’integrazione è ancora ostica. E la diffidenza resiste.
Dicevamo, immaginate questo luogo. Fatto di stradine, un bel porto e la zona centrale, dove c’è la locanda di Peb. Chi è Peb? Beh, l’oste per eccellenza di Lotrib che serve la migliore birra della zona.

Improvvisamente, sulla quotidianità dei suoi abitanti, piomba un duplice omicidio. Qualcuno ha ucciso il noto professor Perat, docente di lingue antiche presso l’università cittadina. E insieme a lui Belid, il custode del dipartimento.
È qui che entra in gioco Darden. Giovane investigatore, cantante del gruppo Frenetica Mente e appassionato di storia.

L’indagine è complessa. E mai come questa volta Darden sembra ritrovarsi in un vicolo cieco.

I sospetti del comandante della guardia cittadina ricadono subito su un gruppo di orchi. Brutti ceffi che abitano nel ghetto.

Fantasy e giallo. Una comunità immaginaria che sembra la proiezione moderna di una qualsiasi cittadina nostrana.

La diffidenza, il sospetto e il pregiudizio. Ma anche l’amicizia, il coraggio e la lealtà.
Lotrib vi piacerà di certo. E anche la sua variegata comunità.

Non è una premessa interessante? Non vorreste saperne di più?
Certo. Ma dovrete, come sempre, pazientare. Noi promettiamo, in cambio, tante altre piccole e curiose anticipazioni per voi.
Alla prossima.

Al di là della nebbia, piccoli approfondimenti.

Attesa conclusa. È ormai tra le mani dei lettori la nostra nuova e avvincente uscita: Al di là della nebbia di Francesco Cheynet e Lucio Schina.

La curiosità ha alimentato l’attesa di questi ultimi giorni. E noi abbiamo deciso di regalarvi altre piccole curiosità e anticipazioni per coloro i quali decideranno di intraprendere questa avvincente lettura.

Le atmosfere e la trama vi riporteranno alla mente quelle della regina del giallo, Agatha Christie. Insieme ad altri grandi nomi della letteratura di genere. Oltre al giallo, la narrazione assume contorni noir con tratti horror evidenziati nei profondi tormenti interiori mutati in agghiaccianti proiezioni oniriche. E il gioco si esprime pienamente proprio nella impercettibile linea tra reale e non.

Gli amanti di Dante apprezzeranno anche l’indiretta citazione nella parte finale del romanzo. I tre protagonisti: Edward Jenkins, Angus Cullen e Victor Cooper precipiteranno all’inferno. Per poi […]

Non possiamo dirvi altro. Anzi, sì.

Senz’altro vi interesserà sapere che i nostri due autori sono ormai un tandem collaudato e, con un loro racconto, dal titolo La dignità degli oleandri, hanno vinto il concorso nazionale Sulle orme di Agatha Christie del 2019, competizione dedicata agli amanti del giallo.

Ma c’è una sorpresa pensata e voluta per voi che sceglierete questo imperdibile romanzo. Al termine di Al di là della nebbia potrete leggere infatti altri due brevi frammenti, dai forti richiami horror, a conclusione di un viaggio che vi lascerà senza fiato.

Sospesi tra realtà e incubo. E preda di una mirabolante vertigine emotiva. Non ci resta che augurarvi buona lettura. Anzi, buon viaggio!

Al di là della nebbia, un fantasy noir dalle tinte horror

26 marzo. Segnate questa data sul calendario.
Manca poco. E le cose si fanno molto interessanti.

Oggi vi daremo altri indizi in previsione della prossima uscita. Ricapitolando, abbiamo: la Londra Vittoriana, tre personaggi, tre lettere e una destinazione misteriosa da raggiungere in treno: Fault City.
Siete pronti a rivivere le atmosfere e i brividi che siamo sicuri vi riporteranno alla mente l’Orient Express?

Un affare importante e un fine settimana in cui i nostri tre protagonisti sono chiamati a discuterne con un misterioso committente.

Ma prima di ogni cosa: titolo, spoilerato già nel titolo. E autori.

Il 26 marzo su tutti gli store online e nelle librerie italiane troverete la nostra nuova pubblicazione dal titolo Al di là della nebbia. Il romanzo è stato scritto a quattro mani da Francesco Cheynet e Lucio Schina.
Un fantasy noir in cui gli autori mescolano sapientemente tinte horror e riferimenti al genere giallo.

Ecco una loro breve presentazione:


Lucio Schina nasce in provincia di Roma.
Laureato in antropologia, divide il suo tempo libero tra la lettura e la scrittura, con cui porta avanti un rapporto conflittuale. Ama il cinema horror e nutre una speciale predilezione per Dario Argento.
Il resto è tutto in divenire.


Francesco Cheynet vive a Roma ed è insegnante di scuola primaria.
Collabora come copywriter freelance con varie aziende immettendo contenuti sui siti web e contribuendo alla realizzazione di voucher e brochure. Predilige il genere Giallo – Thriller e già ha ottenuto vari riconoscimenti in concorsi letterari.

Questo romanzo vi trascinerà nel lucido inferno della colpa. Il bene e il male al centro di un precario equilibrio da ristabilire. Continuamente.

Al di là della nebbia è stato finalista sia al concorso “Io scrittore” del 2019 che al concorso “1 Giallo x mille”, sempre del 2019.

Tutto questo e molto altro ancora. Che scoprirete più avanti.

Nuova uscita in arrivo, vi portiamo nella Londra Vittoriana

Atmosfere cupe e nebbiose anche per il nostro prossimo romanzo. Stavolta, però, vi portiamo nella Londra Vittoriana.
Sui nostri social da alcune ore campeggia una foto che anticipa i tratti della cover… Qualcosa potrete già azzardare.

Nel frattempo cominciamo il nostro conto alla rovescia, in attesa della prossima uscita in programma. E vi diamo alcune anticipazioni.
Qualche indizio che stuzzichi la vostra curiosità.

Il primo ve l’abbiamo servito nel titolo in apertura. Ma vediamo cos’altro possiamo rivelarvi del romanzo in arrivo…
Ecco. Parliamo del genere. Qui si intrecciano: fantasy noir, con tinte horror e riferimenti al genere giallo. Niente male, eh?!

E ancora. La vicenda. Chi e cosa accadrà tra le pagine di questo nuovo e avvincente racconto scelto per voi?

Tre uomini e tre missive in cui si prospetta un grosso affare. La partenza in una notte fredda e buia da una piccola stazione. Una cittadina da raggiungere: Fault City.

Dov’è Fault City? Chi si nasconde dietro quelle lettere misteriose? Cosa accadrà ai tre uomini una volta giunti a destinazione?

Un viaggio nelle coscienze. A tappe forzate e terribili.

Una domanda alla volta. A cui risponderemo nel prossimo articolo. Forse.