Il Signore dei Piccioni e il ring della vita

La boxe mi ha sempre affascinato. Non da un punto di vista sportivo bensì cinematografico. Eh, già. Rientro anche io nella schiera dei fan di Rocky Balboa. Ma non solo. Negli ultimi anni, infatti, Hollywood ci ha regalato un buon numero di pellicole con al centro i combattenti in calzoncini colorati. Penso a “Southpaw” o a “Bleed” che racconta la vicenda dell’italo americano Vinny Pazienza. Tanti piccole perle che mi hanno spinto a riflettere su quanto la vita di ognuno di noi sia simile ad un incontro di boxe, soprattutto al giorno d’oggi, costretti a infilare i guantoni e combattere. Qualcuno finisce al tappeto, qualcuno crolla dopo un paio di round, qualcun altro invece arriva in piedi all’ultimo match. E, quando suona la campana, è ancora lì, ricoperto di lacrime, sangue e sudore. Forse non sempre può definirsi un vincitore perché magari anche l’avversario ha tenuto duro. E così a decretare il successo dell’uno o dell’altro, ci pensa un manipolo di giudici che, radunati attorno a un tavolino, si affannano con calcoli matematici e punteggi. Ma, a volte, accade che la situazione si ribalti e che qualcuno di noi, vinca l’agognata cintura e si trasformi in un campione.

Perciò, mi sono detto: “Caro Stefano, è giunto il momento di trasformare tutto ciò in qualcosa di vivo. ” E così è nato “Il Signore dei piccioni.” Altri elementi ne hanno favorito la genesi, come la biografia del controverso Mike Tyson, persone incontrate durante questi anni, situazioni dolorose, la grande fede che ho sempre riposto nei sentimenti, quelli puri e sinceri. Gli unici che possono salvarti dall’Inferno. Una consapevolezza alla quale giunge anche Eric Dove, il protagonista. Ho scritto molte storie, negli anni passati. Storie che avevano un solo comun denominatore: oscurità e violenza. Ma anche in tal senso, l’istinto mi ha portato a cambiare rotta. Se credevo davvero che i sentimenti e gli affetti fossero centrali per la vita di una persona beh, allora era giunto il momento di donare una casa solida a questa filosofia. Almeno per una volta, basta violenza, basta turpiloquio, basta oscurità. E se la vena creativa mi avesse dirottato nuovamente verso uno di loro, che almeno fosse inserito in un contesto differente, nel quale i sentimenti di cui sopra emergevano in modo dirompente, plasmando il racconto di un uomo che, un tempo, si nutriva di violenza, oscurità e turpiloquio. Ma ne era vittima. Li abbracciava perchè non conosceva altro modo per ribellarsi alle angherie. Nessuno gli aveva mai mostrato una via differente per combattere e vincere la sofferenza. E quando ciò finalmente accade, inizia lentamente il suo percorso di rinascita. Dal marciume infernale, Eric Dove raggiunge un posto nel Paradiso. Ma ogni conquista non è mai tanto semplice. Bisogna sudare per goderne appieno. Eric, da vero combattente, lo sa bene. Così come è consapevole che i demoni sono sempre lì, in agguato, che fremono nella speranza che compia un passo falso per ghermirlo e trascinarlo di nuovo nel putridume. In fondo, non è accaduto anche a voi di lottare per non sfaldare i vostri buoni propositi, per non insudiciare quella promessa che avete rivolto a voi stessi o a quella persona che ritenevate fondamentale per la vostra esistenza?

Eric Dove è tutto questo e non solo. Un eroe in età avanzata, dall’animo tormentato e puro. E come ogni eroe che si rispetti, è dotato della sua arma segreta: i piccioni. Sono i volatili che gli consentono di ritornare in contatto con la parte pulita di se stesso. Un aiuto di cui beneficiano anche le emozioni sane quando arrancano di fronte al ritrovato vigore dei demoni. Creature che gli danno filo da torcere lasciando via libera ai loro “compagni” che infestano Ponza, l’isola nella quale Eric si è trasferito: le mazzette, la corruzione, la superstizione, le calunnie. Ma ce ne è un altro che si aggiunge alla lista. Un altro che non si annida nell’anima annerita di coloro che hanno scelto il male. Non è legato a nessun corpo. Un avversario che Eric non avrebbe mai immaginato di dover affrontare.

Ho scritto tante storie. Ho sofferto con i miei personaggi, li ho amati e anche odiati. Ma il mio rapporto con Eric è speciale. Lo sarà per sempre. E mi auguro con tutto il cuore che proverete le stesse emozioni quando sceglierete di tenere fra le mani questo romanzo a cui sono molto legato. E se vi ritroverete anche in una sola delle caratteristiche di Eric, spero vi regali la stessa forza e lo stesso coraggio che ha donato a me, ogni volta che indosserete i guantoni per combattere sul ring della vita.

Stefano Stanzione

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