Le location de “Il richiamo del sangue”: Amsterdam

Inoltriamoci nel mondo della saga letteraria scritta da Gianmario Mattei e facciamoci accompagnare, da lui stesso, per le strade e i vicoli, assai pericolosi in verità, della Amsterdam al tempo di Boudjiewin Van Helsing.


Da quando Amsterdam mutò da semplice villaggio a città mercantile, tra le sue vie, alla luce del sole, si sono consumate vicende tanto umili del quotidiano quanto eventi drammatici, ilari, assurdi e tragici, che mai verranno dimenticati dalla sua gente. Ma le città come esse, che da sempre combattono con il mare, mostrano il meglio di sé dopo il tramonto, quando i loro porti diventano un gozzoviglio colorito, degno dei migliori e geniali guitti. E il porto di Amsterdam non è un semplice lembo di terra cullato dal mare e dai racconti fantasiosi dei marinai, esso è una soglia che si dischiude su di un mondo a sé stante in cui non esiste altra legge che quella dei furfanti, degli ingannatori e dei mercanti, degli uomini dalle mani sporche di sangue sparso per un giusto prezzo, di donne allegre che ammaliano e vendono la loro migliore mercanzia e di damigelle dai cuori infranti che vedono i loro amori allontanarsi dalla città, assecondando le correnti e i venti del mare.
Ma Amsterdam, come ogni altra città che sorge su questa terra, non è frequentata da soli uomini in carne ed ossa. Leggendarie creature dei mari del nord si muovono col favore della notte tra le acque del suo porto, mentre altre, spinte dalla fame, si spingono a nuotare addirittura tra canali alla ricerca di qualche carne prelibata e dolciastra come quella umana. Non è raro che qualche marinaio troppo ubriaco sparisca dai moli mentre tentava di liberare la sua vescica. Altre creature, ancor più pericolose e letali, si aggirano tra i vicoli della città al pari degli umani che imitano nei modi e nelle fattezze. Altre ancora, consce del loro potere, nemmeno tentano di nascondersi: attendono il momento opportuno per cacciare e saziare la loro sete di sangue.
Per questo le vecchie serrano i balconi e le porte e imbracciano i loro rosari come spade.
Per questo le madri e le mogli pregano la Vergine e i Santi al calar del sole, invocando la sua santa protezione sugli uomini delle loro famiglie che sbarcano in città di notte.
Loro sanno, hanno visto, hanno sentito. Tremano.
Le barriere che per millenni hanno contenuto nei loro limiti le realtà che compongono l’uno tangibile e vivibile sono andate in frantumi.
Ma Boudjiewin ignora tutto ciò, da troppo manca da casa. E non prega alcun dio, se non quello sorto nel suo tempo chiamato Scienza. Non sa che proprio al porto il destino gli mostrerà quel che diventerà la sua vita. Forse ingiusta, forse tragica, sanguinaria, solitaria. Una vita di quelle che gli antichi bardi solevano cantare in onore degli Eroi…

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