Le location de “Il richiamo del sangue”: Arad

Dopo Amsterdam proseguiamo a farci raccontare dall’autore dei “luoghi” che caratterizzano il suo romanzo. Stavolta Gianmario Mattei ci descrive la misteriosa Arad.

Come una ninfa che abbraccia il suo amato, così Arad si mostra stringendosi al limpido fiume Mures. E ha potere Arad, come città di confine che regna sulla vasta regione della Crisana, ergendosi a protettrice del suo popolo e di tutto ciò che di estraneo dimora le sue terre.
Leggende, secondo alcuni, verità concrete secondo altri. I regni vicini la chiamano la Soglia, perché credono che la città sia attraversata da un lembo sottile che divide il nostro mondo da quello dell’Oltre e che alle eclissi si spalanchi e metta in comunicazione i suoi abitanti.
In alcuni periodi dell’anno, nelle zone montuose, non è raro che spariscano in egual numero esemplari d’armenti, di cani e di uomini, ma chi siano i misteriosi predatori nessuno mai l’ha scoperto. Quel che è certo è che nelle notti senza luna e stelle, strane piccole luci, come fiammelle, aleggiano lungo le pareti di una stretta gola montana a nord della città. Ușoară sânge, luce di sangue, la chiamano e al suo apparire porte e finestre vengono sbarrate e protette con aglio, luparia e chicchi di grano. Agli strigoi nessuna di queste cose è di loro gradimento…

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