Come scrivere un giallo poliziesco deduttivo: il Decalogo di Knox

Dopo la breve parentesi Noir, torniamo a parlarvi del genere giallo per soffermarci sul Decalogo di Knox. Parliamo di giallo poliziesco deduttivo. Cioè, quello in cui si realizza una sorta di sfida giocosa tra investigatore e lettore per consentire a quest’ultimo di arrivare alla soluzione del mistero.
Il decalogo, compilato da Ronald A. Knox nel 1929, fu pubblicato per la prima volta nell’introduzione curata da lui stesso alla raccolta The Best Detective Stories 1928-29. Knox era un teologo, prete e anche scrittore giallista. Per questo realizzò questo insieme di regole dalle quali secondo lui e altri scrittori dell’epoca non si poteva prescindere nella stesura di un giallo poliziesco deduttivo che: “Deve avere come principale interesse il dipanamento di un mistero, un mistero i cui elementi devono essere presentati in modo chiaro sin dalle prime battute del racconto, e la cui natura sia tale da suscitare una certa dose di curiosità, una curiosità che deve venire alla fine gratificata.”

Partendo da qui, ecco a voi le dieci regole che compongono il Decalogo di Knox:

1) Il colpevole dev’essere un personaggio che compare nella storia fin dalle prime pagine; il lettore non deve poter seguire nel corso della storia i pensieri del colpevole.
2) Tutti gli interventi soprannaturali o paranormali sono esclusi dalla storia.
3) Al massimo è consentita solo una stanza segreta o un passaggio segreto.
4) Non possono essere impiegati veleni sconosciuti; inoltre non può essere impiegato uno strumento per il quale occorra una lunga spiegazione scientifica alla fine della storia.
5) Non ci dev’essere nessun personaggio cinese nella storia.
6) Nessun evento casuale dev’essere di aiuto all’investigatore e neppure lui può avere un’inspiegabile intuizione che alla fine si dimostra esatta.
7) L’investigatore non può essere il colpevole.
8) L’investigatore non può scoprire alcun indizio che non sia istantaneamente presentato anche al lettore.
9) L’amico stupido dell’investigatore, il suo “dottor Watson”, non deve nascondere alcun pensiero che gli passa per la testa: la sua intelligenza dev’essere impalpabile, al di sotto di quella del lettore medio.
10) Non ci devono essere né fratelli gemelli né sosia, a meno che non siano stati presentati correttamente fin dall’inizio della storia.

Sicuramente la regola numero cinque avrà attirato la vostra attenzione e curiosità. Vi spieghiamo subito. Tale regola era dovuta all’abuso di personaggi cinesi nei periodi di massima diffusione del giallo.

E voi, siete d’accordo con queste dieci regole? Le seguite?

Pubblicato da Segreti in Giallo Edizioni

Segreti in giallo Edizioni si rivolge a coloro che prediligono il genere giallo e thriller, nonché paranormale e horror (per quest'ultimo si intende horror psicologico e non splatter). Accanto a quelli che sono gli elementi caratteristici di ogni singolo genere si ricercano originalità dei testi e una narrazione leggera e accattivante. La scrittura deve saper condurre il lettore (da quello più disincantato a quello più esigente) in un mondo di storie fatto di parole affascinanti e coinvolgenti.

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